Gianmaria Testa se n’è andato, senza fare rumore

Marzo 31, 2016 Commenti disabilitati su Gianmaria Testa se n’è andato, senza fare rumore
Gianmaria Testa se n’è andato, senza fare rumore

Gianmaria se n’è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico. Sabato 9 Novembre 2013 è stata una mattinata particolare al Liceo statale G. Marconi di Pescara: ospite dell’Istituto scolastico è stato, infatti, il cantautore Gianmaria Testa, che ha incontrato gli studenti per parlare di lavoro, prima ancora di partecipare al Festival delle Letterature dell’Adriatico. Il Liceo, proseguendo la tradizione d’accoglienza di persone del mondo della cultura e ampliando il campo di proposta formativa extracurricolare, che ha visto altre iniziative nel corso degli anni, in quella circostanza ha inteso fornire agli studenti e alla città una opportunità di crescita culturale attraverso il dialogo con una persona di spessore intellettuale di prestigio internazionale che ha saputo coniugare elevate espressioni artistiche, come la poesia e la musica, con l’impegno sociale. DSC_3831Il cantautore-ferroviere Gianmaria Testa, oltre che in Italia, è molto apprezzato in Francia e negli Stati Uniti.

Da sempre sensibile alle problematiche sociali (multiculturalità, disagio, lavoro) e disponibile al lavoro collettivo ed alle fertili contaminazioni delle idee, Testa ha portato in teatro “Chisciotte e gli invincibili”, su un testo inedito di Erri De Luca, insieme allo stesso De Luca e a Gabriele Mirabassi. Il repertorio del cantautore piemontese, oltre 20 anni di carriera, è in parte raccolto nel suo album “Men at work”. In questo album, esemplare poiché condensa le imitabili qualità personali, accompagnano Gianmaria 3 grandi musicisti: insieme si sono inventati un nuovo linguaggio italo-franco-ispanico-inglese, tre “men at work” insieme a Gianmaria, che è il quarto della compagnia. Sono Giancarlo Bianchetti, virtuoso col guizzo personalissimo di tutte le chitarre, Nicola Negrini che passa con disinvoltura dal contrabbasso al basso elettrico fino all’u-bass e Philippe Garcia, il franco-spagnolo del gruppo, perfetto con la batteria, sognante col glockenspiel.

Citazione inevitabile il coinvolgente album “da questa parte del mare” (Casa discografica: Le Chant du Monde) dell’Ottobre 2006. Da questa parte del mare – Album musicale di Gianmaria Testa

Dell’incontro con gli studenti del Liceo Marconi, alla comunità scolastica, riproponendone le foto a testimonianza, resta la sua generosità, il suo talento musicale, l’empatia, le autentiche sensibilità per le vite degli altri, preziosi doni ai partecipanti che, tra l’altro, forniscono anche oggi il senso all’aforisma che recita: CIÒ CHE NON MUORE NON VIVE. DSC_3821

Albert Camus scriveva: “In realtà, non c’è esperienza della morte”. Perché? Seguiamo ancora Camus: “In senso proprio, non è sperimentato se non quello che è stato vissuto e reso cosciente”. Quando parliamo del “morire”, ne parliamo come se si trattasse di un evento, o di un atto, vissuto. Ma, un evento, o un atto, definiscono e si definiscono attraverso un “prima” e un “poi”, irriducibili l’uno all’altro. Questo “prima” e questo “poi”, non sono sospesi nel vuoto, ma s’iscrivono nella continuità di una storia personale, nella soggettività storica. È questa continuità che ci interroga: c’è in essa un soggetto che è morto dopo essere stato vivo ? O, di contro, la morte non è, propriamente, l’annientamento di questa soggettività capace di vivere il “poi” e di collegarlo al “prima” ? DSC_3830

Ipotesi questa che è già stata di Epicuro: “Abituati a pensare che la morte non è nulla per noi, perché ogni bene e ogni male risiedono nella facoltà di sentire, di cui la morte è appunto privazione … Il più terribile dei mali dunque, la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa sopravviene noi non siamo più” (Epistola a Meneceo, 124 e ss.).

L’uomo ha elaborato molte difese nei confronti della morte, difese psicologiche che, di volta in volta, implicano ossessione o rimozione, e che svelano l’intima connessione tra l’inizio della vita, la sua essenza e la sua fine. Certo è che ascoltando le sue canzoni, saremo tutti più “veri”.

Nient'altro che fiori.

 Nient’altro che fiori di Gianmaria Testa

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