Dentro / Fuori: Persone detenute recitano in Aula magna con le studentesse del Liceo delle Scienze umane.

Giugno 1, 2016 Commenti disabilitati su Dentro / Fuori: Persone detenute recitano in Aula magna con le studentesse del Liceo delle Scienze umane.
Dentro / Fuori: Persone detenute recitano in Aula magna con le studentesse del Liceo delle Scienze umane.

Oggi, uscite dal carcere del quartiere San Donato di Pescara, alcune persone detenute hanno recitato in Aula magna – presenti numerose Classi -, insieme alle studentesse del Liceo delle Scienze umane, chiudendo la sesta edizione del Progetto LIBERAMENTE / “DENTRO / FUORI: Conoscere il carcere per capire la società”. Lo spettacolo “Il due di picche”, patrocinato dal Comune, in sinergia con l’Istituto penitenziario, è stato realizzato dall’Associazione Ad Hoc onlus. Il Liceo statale delle Scienze umane G. Marconi di Pescara ha partecipato con l’impegno delle studentesse che, insieme alle persone detenute, hanno effettuato un’esperienza non solo attoriale, bensì etica e di coinvolgimento emotivo imparando ad esprimersi nella rappresentazione teatrale e, nel contempo, a conoscere meglio le persone recluse, nella loro autenticità, con le quali hanno collaborato nei mesi di preparazione tecnica e scenica. Allo spettacolo odierno hanno partecipato il Direttore della casa circondariale, Dott. Franco Pettinelli, la Presidente dell’Associazione Ad Hoc Manuela Tabossi, la Docente Referente scolastica per il Progetto, Prof.ssa Maria Di Dedda del Liceo statale G. Marconi e le sue allieve. 12

«In carcere teniamo molto al teatro», ha detto Pettinelli, «è un particolare tipo di laboratorio, quello che nasce dal progetto che propone uno spettacolo che è uno psicodramma, che ci consente di lavorare con la persona del detenuto e il suo reinserimento sociale. Un’opera che portiamo avanti da tempo e per questo ringrazio l’associazione perché lo fa liberamente e gratuitamente». «Una strada aperta da tempo», dice Tabossi dell’Associazione Ad Hoc Onlus che organizza lo spettacolo dal 2011, «l’ottica è quella dell’apertura mentale attraverso la scuola, che ringraziamo per l’apporto che ha dato. L’apertura mentale è importante perché se non sai qual è la tua strada fai fatica a inserirti in un contesto sociale, o a tornarci dopo l’esperienza del carcere. Noi cerchiamo di spostare lo sguardo, è un lavoro necessario per reinserirsi nella realtà». La Prof.ssa Di Dedda ha sostenuto che «il pensiero normativo del trattamento personalizzato funzionale al reinserimento sociale delle persone detenute, nel laboratorio teatrale si è trasformato in esempi concreti di vita che guarda al futuro di libertà, all’insegna della  riabilitazione sociale. Anche quest’anno , come ormai è tradizione del laboratorio , viene offerto lo spettacolo finale sia alla restante popolazione detenut , con spirito di compartecipazione e condivisione, sia alla società libera. Anche quest’anno , il laboratorio è stato condotto grazie alla lungimiranza e professionalità di tutti i protagonisti coinvolti nell’impresa. Il pensiero  che si realizza in condotte concrete  è stato quello di promuovere nei fatti una cultura del cambiamento, dell’accoglienza, della tolleranza  soprattutto tra le nuove generazioni».

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