Book reviews and more … Nuova pagina del web site d’Istituto

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Book reviews and more … Nuova pagina del web site d’Istituto

 

 

 

 

Recensire v. tr. [dal lat. recensere «esaminare, considerare attentamente», der. di censere (v. censire)]

1. In filologia, restituire un testo alla esatta lezione.

2. Scrivere la recensione di un libro, di uno spettacolo, di una mostra d’arte, e sim.: r. un trattato scientifico, un nuovo romanzo, un film.

Fonte:

Treccani

 

 

 Presentazione della “pagina” Book reviews and more

Le recensioni nascono da un’urgenza, dall’esigenza di condividere le informazioni e le impressioni scaturite dalla lettura di un libro, dalla visione di un film, dall’ascolto di un brano musicale, dalla visita ad un museo, dall’osservazione d’opere d’arte varia o del paesaggio naturale e/o urbano … nascono dal desiderio impellente, che tutti coloro che perseguono le conoscenze sperimentano ad apprendimento realizzato o ad emozione provata, di rendere partecipi altre persone dello strascico cognitivo ed emotivo che quel contenuto culturale specifico ha lasciato addosso, nel preciso momento in cui pensieri e sentimenti si mescolano determinando il gradimento o la delusione, occasioni per pensare in modo originale o ripensare il già noto. Proprio per questi motivi, si tenderà – in questo spazio aperto dedicato alle recensioni del web site d’Istituto, curato dall’Ufficio stampa del Liceo statale G. Marconi di Pescara – a seguire le diverse ispirazioni, i molteplici interessi di chi vorrà partecipare con contributi personali (la mail utilizzabile è: liceomarconi-pe-us@libero.it) esclusivamente guidati dalle inevitabili “preferenze” che rappresentano la polifonia della cultura.

La rubrica “Book reviews and more …” che si va così ad inaugurare è anche aperta a richieste mirate di recensioni (sia per fini didattici che di orientamento informativo), quando queste ben si sposano con le competenze ed orientamenti di interessi dei curatori. Crediamo che – anche in ambito istituzionale, come la comunità scolastica ci appare – recensire senza tener conto del proprio “alfabeto ideale” renderebbe questa passione “mercenaria”, togliendo quel quid in più che solo l’onestà intellettuale e la pratica della libertà di pensiero possono offrire.

Oggi è molto difficile parlare di obiettività in un ambito così delicato come quello delle produzioni culturali. Tuttavia, sappiamo che ogni libro, film, dipinto, scultura, melodia, rappresentazione teatrale e tutte le altre espressioni dell’intelligenza creativa umana, siano una sorta di caleidoscopio di immagini nelle quale ogni persona finisce per scorgere informazioni e sensazioni diverse, nonché parti di “verità”. Anche per questo, la codifica plurale della realtà, renderà un po’ vere tutte le idee, ben lontane dall’essere dei semplici oggetti contundenti – seppur a volte immateriali – d’una miope lotta per la supremazia tout court. Partendo da questo presupposto, pensiamo che un autore che si trovi a proporre una recensione, debba accettare l’insindacabilità insita nel giudizio che essa farà scaturire. Consapevolmente, con l’iniziativa di questa “pagina” digitale, rendiamo attuale il concetto gramsciano di “egemonia” non mirando soltanto alla formazione di una volontà collettiva, capace di creare un nuova organizzazione statale e di trasformare la società, ma anche concorrendo all’elaborazione, e quindi alla diffusione ed attuazione di una nuova concezione del mondo per il tramite dell’educazione al pensiero.

Crediamo, altresì, che molti frequentatori del web site, seppur guidati da un desiderio di trasparenza e verità, dovrebbero tener presente che dietro ogni recensione prodotta si cela un universo di ambizioni comunitarie, aspirazioni e duro lavoro, che in ogni caso merita di essere trattato con rispetto. Infatti, non va dimenticato che la cultura è “l’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio. Complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico”.

Per l’esordio di questa “pagina”, pubblichiamo una recensione di “1984”, il romanzo di George Orwell, scritto nel 1948 e pubblicato l’anno successivo. Durante il periodo della guerra fredda fu annoverato fra i romanzi più significativi dell’utopia negativa, perché il tema trattato veniva ricondotto ad una critica spietata contro il regime sovietico. In realtà, tratta un tema assai più ampio, quello del potere che controlla e manipola i suoi sottoposti. Un “classico” della post-modernità. Infine, alla recensione affianchiamo alcune proposte di lettura, generi vari, tanto per iniziare.

Si ringrazia per la considerazione, si resta nell’attesa di feedback e si augura buona lettura.

Recensioni – Febbraio 2015

Giancarlo Giuliani “L’OMBRA DI N.” RadioDramma in 26 quadri – Presentazione di Sandro Naglia [Edizioni Tabula fati
 
Tel. 0871 561806 – 335 6499393  Fax 0871 446544 edizionitabulafati@yahoo.it]
Il Prof. Giancarlo Giuliani colpisce ancora ! Dopo le impegnative e riuscite prove di poesia (ricordiamo, tra le ultime raccolte “Caos ipermetrico“) e del romanzo “Diospolis. Una storia del VI secolo a. C.“, in questi giorni nelle librerie il nuovo racconto “L’ombra di N.“. lombradin

Con quale termine si può indicare l’ultima opera di Giuliani ? Espressione della letteratura poliziesca ? Sembra, leggendo il racconto, riduttivo. Confacente pare descriverlo con una non «etichetta» specifica; in effetti, la narrazione di Giuliani abbraccia tutte le tipologie di questo genere letterario – spesso fra loro molto diverse: mystery, procedural, legal thriller, spy-story, hard-boiled ecc. – che nei paesi di lingua anglosassone viene denominato thriller, detective o crime novel, in quelli di lingua tedesca kriminalroman, francese noir o polar, spagnola novela negra.
Diventato di uso comune a partire dal 1929, anno in cui Lorenzo Montano e Luigi Rusca diedero vita, per Mondadori, alla collana «I Libri Gialli» il termine thriller ne “L’ombra di N.” non contiene tutto della narrazione; meglio designare questa creazione con ciò che appare, avvinti dalla trama, l’intento dell’autore: un social thriller.

Pagina dopo pagina si manifestano le verità ultime che sempre sfuggono, o forse, che si preferisce non scoprire, temendo di trovare in esse anche la propria. Giuliani costringe il lettore a una scelta decisiva: continuare a seguire le tracce, conducendo una vita di impulsi e razionale furbizia, emancipandosi da una vita destinata alla solitudine, oppure tentare finalmente un’autenticità limpida, faticosa, una coerenza negli affetti, una lealtà che tuttavia pare ormai di non poter recuperare votandosi ad un’idea d’umanità – proprio perchè socialmente determinata – non edulcorata, mai pregna solo di buone intenzioni o di mercantile redenzione. In contrapposizione al noir, quando le indagini raccontate portano all’individuazione e all’eventuale punizione del colpevole dei crimini narrati, l’intreccio lascia vedere altro, quell’altro che colora l’esistenza di ciascun protagonista del dramma esistenziale. Un cammino narrativo che conduce dal male al bene ed anche, vicerversa, dal dolore del male all’accettazione della personalità sociale che codetermina gli Io.

 «Commissario, hanno ucciso una donna. Lo stesso taglio di Naldi, le stesse modalità. Un luogo appartato, sporco, in periferia, nei pressi della vecchia stazione». È così, nell’eco delle parole sgomente dell’ispettore Bonanni, che l’ombra di Marco Naldi, brillante professore di letteratura e serial killer, torna a materializzarsi. Ma le cose si complicano: al groviglio di pulsioni inconsce di Naldi, il suo emulatore unisce una determinazione spietata e calcolatrice e, via via, un crescente gusto di uccidere che si spiega solo in parte con l’ambizione e lo spirito di rivalsa.
     Attraverso gli occhi del commissario Giorgi la narrazione si snoda intorno a vittime che non hanno alcun collegamento apparente fra di loro e a un male assoluto, simboleggiato dal bisturi usato ancora una volta come arma dei delitti. A rendere avvincente la lettura, uno stile magnetico che a sua volta, proprio come l’incisione di un bisturi (parola “titolo” del primo racconto della serie), allude con la sua forza e precisione millimetrica senza mai bisogno di descrivere, conducendo il lettore nei recessi più profondi della psiche dei protagonisti.

Giancarlo Giuliani, dal caos incomposto trascinato sulla terra alla fine di un cupo 1947, ha trovato le ali tra le antiche pietre di L’Aquila, nella solitudine delle montagne, dopo aver rifiutato il fascino indistinto del mare. Parole hanno trovato forma compiuta e sono state consegnate alla lettura: maschera e viandante incappucciato nei mondi della fotografia e della saggistica, tra squarci di poesia, riconosciuto da molti, ignoto a se stesso.
Ora l’alchimia è compiuta, in attesa del prossimo caos, e il Liber Alchemicus dona una pausa al viandante perenne. Ma passano i giorni e l’immagine di un libro misterioso, smarrito da tempi lontani, si fa sempre più viva, finché anche il Libro perduto trova la sua forma.

Dentro e oltre le parole (antologia), Palermo, 1980
Quotidiano indicibile (antologia), Palermo, 1980
Quale immagine? (Note sul ruolo della fotografia nella società attuale), Pescara 1980
Guida all’uso di Word (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Excel (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Access (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Dreamweaver (licenza Creative Commons)
Ulisse non è mai partito (poesie), Roma, 2008
La parola che ricostruisce (antologia), Pescara, 2010
Liber Alchemicus (poesie), Pescara, 2010
Libro perduto, Pescara, 2011.

Recensioni – Dicembre 2014

 George Orwell. 1984

 Recensioni di Fiammetta Lozzi Gallo
 Foto tratta dal sito www.leadindianews.com

 1984 (1949) è una delle più tetre distopie scritte nel ‘secolo breve’.
Orwell fonde i peggiori incubi della sua forza visionaria con la critica contro ogni totalitarismo, che fu materia di tutti i suoi scritti dopo aver visto l’ideologia comunista soffocata dalla morsa del potere di Stalin.
Già qualche anno prima, ne La fattoria degli animali (1946), lo scrittore aveva ironizzato ferocemente sul falso egualitarismo stalinista. Ora, in 1984, immagina una forma di governo dittatoriale basata sul Socing (Socialismo inglese), ideologia che toglie ogni libertà all’individuo, sotto lo sguardo continuo, intrusivo e penetrante del ‘Grande Fratello’.

La trama
Il mondo, all’indomani della terza guerra mondiale – la guerra atomica – è suddiviso in tre “Superstati”: Oceania che comprende “le Americhe, le isole atlantiche, l’Australasia e la parte meridionale dell’Africa”, Estasia il cui territorio si estende dalla “Cina e le regioni al disotto di essa” al Giappone, con “un’ampia […] porzione della Manciuria, della Mongolia e del Tibet”, Eurasia che include “il grosso della parte settentrionale dell’Europa e dell’Asia, dal Portogallo allo Stretto di Bering”. I tre Superstati sono sempre in guerra tra loro.
Oceania è governata da un Partito Unico secondo l’ideologia del Socing. Capo assoluto è il Grande Fratello, che è il volto con cui il Partito Unico ha deciso di presentarsi al popolo. Questi – feroce, onnipresente e, nello stesso tempo, invisibile – controlla i cittadini attraverso un sistema di spionaggio capillare e li condiziona gestendo a proprio piacimento i mezzi d’informazione. La dittatura basata sul Socing interferisce nell’esistenza dei propri cittadini tanto da impedire loro qualunque forma di vita privata. A controllare ogni minima espressione di ribellione è la temuta Psicopolizia che, improvvisamente, arresta chi si sia macchiato di qualsiasi reato contro il Partito – vero o presunto – e, senza processo, lo porta via. Nessuno sa più niente di chi è stato preso, ogni memoria di quella persona è cancellata, in breve sarà “vaporizzato”.
Le condizioni di vita nei tre Superstati sono praticamente le stesse, cambiano solo i nomi delle ideologie secondo le quali sono governati: la filosofia imperante che in Oceania si chiama Socing, in Europa è detta Neobolscevismo, mentre in Estasia Culto della Morte.

***
Oceania ha un grande nemico che all’inizio del romanzo è Eurasia, dopo qualche tempo diventerà Estasia. Il Grande Fratello ha un grande nemico, Goldstein, “il rinnegato, l’apostata” detto “Il Nemico del Popolo”, “il supremo traditore” che – dice la leggenda – un tempo tra i dirigenti del partito, si era poi dato a organizzare attività controrivoluzionarie. Condannato a morte, era in seguito misteriosamente evaso e scomparso. Contro Goldstein si tengono i Minuti d’Odio o le Settimane d’Odio, momenti di isteria collettiva che sono sfoghi dell’aggressività repressa di un popolo sottomesso, favoriti per creare una coesione tanto forte quanto inoffensiva: lo scontento viene così irreggimentato e, nello stesso tempo, si dà un perpetuo monito a possibili moti rivoluzionari.
Nessuno può sfuggire o liberarsi dall’immagine e dal controllo del Grande Fratello, che spia ogni atto o pensiero dei cittadini: grandi schermi ininterrottamente inviano canzonette patriottiche e messaggi propagandistici che divulgano cifre inventate su sviluppi economici inesistenti e false notizie di vittorie al fronte; questo, da una parte, per dipingere un presente d’inesistente benessere e, dall’altra, per dare l’idea che ogni sacrificio sia dovuto alla Patria nel momento del pericolo e del parossismo della guerra. Dagli stessi teleschermi, è controllato ciascun movimento e persino le minime espressioni del viso. Ovunque microfoni spiano ogni parola. Manifesti del Grande Fratello sono dappertutto: vi appare un uomo sui quarantacinque anni con un paio di baffoni, fotografato in modo che sembri seguire chi guarda da ogni parte si veda l’immagine, che minacciosamente ammonisce: IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA.
Le strutture di governo sono quattro ministeri: quello della Verità che si occupa “della stampa, dei divertimenti, delle scuole e delle arti”, in realtà della mistificazione dell’informazione; quello della Pace che si occupa della guerra: Oceania è sempre in guerra con uno e alleata con l’altro dei Superstati; quello dell’Amore che “mantiene l’ordine e fa rispettare la legge”, che si occupa in realtà dello spionaggio, delle torture, di far sparire i cittadini che dimostrino anche il minimo segno di insofferenza al potere del Grande Fratello; e, infine, quello dell’Abbondanza che è “responsabile dei problemi economici” e che mantiene in una situazione di povertà la maggior parte dei cittadini per sfiancarne ogni forza e volontà.
I cittadini sono suddivisi in membri interni del Partito, membri esterni e prolet. “I prolet come gli animali sono liberi”, il Partito non li considera neanche esseri umani, vivono stipati in grandi periferie, luoghi malsani e squallidi, senza luce né acqua corrente.
Proprio per questa loro parziale libertà, tuttavia, il protagonista sente che fra di loro c’è quell’energia che potrebbe cambiare lo status quo.
Il Grande Fratello cerca di abituare sempre più i cittadini a obbedire senza pensare. Le strategie messe in atto sono varie: ogni forma di individualismo è osteggiata; anche il poco tempo libero è gestito dal Partito: “Un membro del Partito […] era sottinteso che quando non lavorava, non mangiava, né dormiva, avrebbe senz’altro preso parte a qualcuno dei trattenimenti collettivi: fare qualsiasi cosa che potesse far pensare al gusto della solitudine, persino andare a spasso da soli, per sgranchirsi le gambe, avrebbe costituito un atto piuttosto pericoloso”.
Per annichilire totalmente la mente, disabituare al pensiero, è creata la Neolingua (Newspeak), la lingua ufficiale di Oceania. Il vocabolario è ridotto sempre più, rispetto all’Archeolingua, cioè la lingua prima dell’avvento del Grande Fratello. Da questa sono stati eliminati, in primo luogo, tutti i termini riferiti alla rivolta e al libero pensiero. Poi via via tutte le parole connesse al pensiero astratto, speculativo. Costringendo i cittadini a utilizzare sempre un linguaggio-base, con pochi termini e senza sfumature, si tiene anche il pensiero imbrigliato in uno stadio infantile. Il mancato sviluppo del linguaggio e poi del pensiero rende le persone facilmente manipolabili e vittime inconsapevoli del bispensiero, della logica della contraddizione che è alla base del dominio del Socing: ogni cosa può essere e non essere; gli stessi slogan del partito affermano: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.
Ovviamente, mentre si cancella la lingua, si distrugge anche la letteratura: Chaucer, Shakespeare, Milton, Byron…
Come dice il camerata Syme – che si occupa della redazione del vocabolario della Neolingua, l’unico che invece di crescere viene assottigliato ogni anno – questa operazione continuerà finché non ci sarà più il pensiero come lo si era inteso fino ad allora, perché: “Ortodossia significa non pensare, non aver bisogno di pensare. L’ortodossia è non-conoscenza”.

***
Il protagonista del romanzo, Winston Smith, vive a Londra dove lavora come redattore per il ministero della Verità. Il suo mestiere è quello di modificare i contenuti dei giornali e di tutte le pubblicazioni secondo i dettami e le convenienze del Partito Unico in quel momento. Ogni pubblicazione, film, ecc. che non sia in linea con le direttive del Partito viene poi distrutta per sempre.
In questo modo il Partito Unico distrugge la Storia, la memoria di un popolo che, quindi, brancola sempre nel buio dell’incertezza. Attraverso quest’opera di mistificazione del passato: “la menzogna diventa verità e passa alla storia”. Secondo l’ideologia del Partito, del resto, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
Troviamo Smith, sin dalle prime pagine del romanzo, in profonda crisi per un presente che odia e con un grande desiderio di ribellarsi.
Compra un quaderno al mercato nero, un gesto assolutamente rivoluzionario e proibito, per iniziare a scrivere un diario, cosa che avviene con grande difficoltà poiché, nonostante sia adulto, si esprime come un bambino, ha una cognizione della realtà puerile e confusa, come qualcuno che, appunto, sia stato disabituato a pensare. Del resto, è cresciuto sotto il Partito Unico e solo, essendo orfano dei genitori, entrambi spariti, con la sorellina, durante uno dei primi repulisti operati dal governo.
Tuttavia, i ricordi di un giorno in cui tutto era diverso, ma che non riesce a mettere a fuoco, perché tutto del passato è stato distrutto, fanno sì che la memoria lo torturi.
Sin dall’inizio, aleggia la figura di O’Brien, un camerata nel quale, pur sapendolo membro interno del Partito, Winston sembra intravedere la sua stessa inquietudine.
A Oceania non è permesso l’amore, né il sesso, se non per dare figli al Partito. Winston, però, inizia una storia d’amore con Julia, che lavora al Reparto Amena dove macchine redigono romanzi come se fabbricassero marmellata o lacci da scarpe. Tra mille sotterfugi, i due riescono a vedersi di nascosto per qualche tempo. Essi condividono l’avversione al sistema. Quello di Winston, però, è un odio radicale, quasi un’ossessione, Julia invece si limita a fare una doppia vita: impiegata modello e impegnata in tutte le attività del Partito Unico all’esterno, cerca solo di trovare i suoi spazi quando possibile, beffando il sistema, per prendersi alcune libertà.
Quando O’Brien gli propone un incontro, Winston, che ormai lo crede a capo di un’organizzazione segreta di ribelli, la Fratellanza, pensa di poter cominciare a fare qualcosa per rovesciare il sistema;  nell’eccitazione non valuta i rischi, e porta all’appuntamento anche Julia.
O’Brien si rivelerà, invece, un agente del Partito Unico che spia da tempo i comportamenti non ortodossi di Winston. Julia e Winston verranno arrestati e, dopo terribili torture, rilasciati, quando ne sarà stata annientata ogni volontà. Si rincontreranno fuori, un giorno per caso, dopo essersi traditi a vicenda nel delirio del dolore durante gli interrogatori feroci cui entrambi sono stati sottoposti, ma non avrà più senso alcuno stare insieme.
Winston è ormai un uomo finito. Per lui “la lotta era finita. Egli era riuscito vincitore su se medesimo. Amava il Grande Fratello”.

Il filone letterario delle distopie o antiutopie

Fonti e risorse web
Brazil, film del 1985 scritto e diretto da Terry Gillian e ispirato direttamente a 1984: versione integrale in italiano 

La serie tv della BBC con Peter Cushing (1954) – prima parte

Proposte di lettura

Byung-Chul Han, La società della trasparenza – figure nottetempo – Traduzione: Federica Buongiorno – ISBN: 9788874525058

Data Pubblicazione: 12/06/2014

Byung-Chul Han Byung-Chul Han

La società della trasparenza
La società contemporanea è al servizio della “trasparenza”: da una parte le informazioni sulla “realtà” sembrano alla portata di tutti, dall’altra tutti sono trasparenti – cioè svelati, esposti – alla luce degli apparati che esercitano forme di controllo collettivo sul mondo postcapitalista. Cosí il valore “positivo” della trasparenza maschera, sotto l’apparente accessibilità della conoscenza, il suo rovescio: la scomparsa della privacy; l’ansia di accumulare informazioni che non producono necessariamente maggiore conoscenza, se manca un’adeguata interpretazione; l’illusione di poter contenere e monitorare tutto, anche grazie alla tecnologia. In questo saggio, Byung-Chul Han interpreta la trasparenza come un falso ideale, come la più forte delle mitologie contemporanee, che struttura molte delle forme culturali più pervasive e insidiose del nostro tempo.

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Rassegna stampa

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Sesto potere – La sorveglianza nella modernità liquida, Zygmunt Bauman, David Lyon – i Robinson / Letture Editori Laterza, 2014 – Traduzione: M. Cupellaro – ISBN: 9788858106914
Sesto potere
Non ci sarà più luogo dove rifugiarsi per non essere spiati. Per nessuno.La sorveglianza è una dimensione chiave del nostro mondo: siamo costantemente controllati, messi alla prova, valutati, giudicati nei più piccoli dettagli della vita quotidiana. E il paradosso è che siamo proprio noi – i sorvegliati – a fornire il più grande volume di informazioni personali, caricando contenuti sui social network, usando la nostra carta di credito, facendo acquisti e ricerche on line. Questo perché il bisogno di salvaguardare la nostra solitudine ha ceduto il posto alla speranza di non essere mai più soli e la gioia di essere notati ha avuto la meglio sulla paura di essere scoperti e incasellati.
«Oggi i professionisti del controllo sono molto diversi dai sorveglianti vecchio stile che vigilavano sulla monotonia di una routine vincolante. Piuttosto, si dedicano a dare la caccia agli schemi estremamente volatili dei desideri e dei comportamenti ispirati da quei desideri.» La collaborazione volontaria, anzi entusiastica, dei manipolati è la loro grande risorsa.
Zygmunt Bauman e David Lyon si confrontano con un tema che ogni giorno di più acquista potere sulle nostre vite: cosa significa essere osservati e di continuo osservare e con quali conseguenze politiche e morali.
La morsa. Le vere ragioni della crisi mondiale – CHIARELETTERE  23 Aprile 2009 Libro Napoleoni

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  2. Lungo l'argine del tempo
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    Guanti bianchi

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  2. Dorfles
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  3. Il manuale delle pulizie

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Democrazia e diritto: la qualità della democrazia

 È in libreria il numero 2/2014 di Democrazia e diritto, intitolato “La qualità della democrazia“.  Come si nota immediatamente scorrendone il sommario, il volume tratta un ampio ventaglio di temi: dalle elezioni europee ai beni comuni, dall’analisi della forma partito al diritto del lavoro. Per leggere il saggio introduttivo di Mario Dogliani, “La rappresentanza politica come rappresentanza del ‘valore’ di uno Stato concreto”, è sufficiente cliccare qui. Democrazia e diritto è una delle più prestigiose riviste italiane nel campo degli studi giuridici e politologici. Negli ultimi anni, nonostante la crisi dell’editoria, ha continuato a svolgere la propria missione segnalandosi nel panorama culturale italiano per l’originalità dei suoi contributi.

Dialogo sull’antifascismo

Sabato 17 gennaio, alle ore 17:30, presso il Circolo Culturale Montesacro, in Corso Sempione 27 a Roma, sarà presentato il libro di Vittorio Foa e Aldo Natoli Dialogo sull’antifascismo, il Pci e l’Italia repubblicana“.

Edito nel 2013 da Editori Riuniti University press, il volume ospita la riflessione di due dei protagonisti della sinistra italiana tra guerra e dopoguerra, in un confronto ampio e stimolante per comprendere, oltre il secolo breve, la crisi presente. Ne discutono Carlo Felice CasulaWalter TocciLuigi Ferrajoli.

Le città metropolitane e le nuove province

Si svolgerà nella giornata di sabato 17 gennaio, a Roma, a partire dalle ore 10:30, presso il complesso di San Lorenzo de’ Speziali in Via in Miranda 10il corso di formazione per eletti e amministratori sul tema “Le città metropolitane e le nuove province: le politiche”. Saranno oggetto delle sessioni i seguenti argomenti: “Autonomia organizzativa e autonomia fiscale”, “Città e territori intelligenti”, “Città e territori sostenibili”, “Legge di stabilità, politiche fiscali e di spesa e “L’Europa: opportunità per il governo locale”. Interverranno Matteo OrfiniRoberto Speranza, Valentina Paris, Raphael Frieri, Francesco Profumo, Silvia Viviani, Marco Causi, Stefania Covello, Andrea De Maria Pierpaolo Baretta.

Clicca qui per il programma dettagliato della giornata

Sul senso della verità

Prenderà il via martedì 20 gennaio, alle ore 17:30, con la lezione inaugurale di Gennaro Sasso “Sul senso della verità” che si terrà nell’aula 1 del Dipartimento di Filosofia della “Sapienza” Università di Roma, in Via Carlo Fea 2, il ciclo di seminari e lezioni organizzato per l’anno 2015 dalla Scuola di Roma dell’Istituto Italiano per gli Studi FilosoficiFilo conduttore del calendario di incontri, che avranno luogo tra gennaio e maggio allo Studio Campo Boario, è “Le illusioni della mente collettiva“.

Clicca qui per il programma completo dei seminari

 

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