Italia: dopo il lavoro per l’Ocse le riforme prioritarie sono scuola e fisco

Febbraio 9, 2015 Commenti disabilitati su Italia: dopo il lavoro per l’Ocse le riforme prioritarie sono scuola e fisco
Italia: dopo il lavoro per l’Ocse le riforme prioritarie sono scuola e fisco

L’Italia deve “migliorare equità ed efficienza” del suo sistema educativo, che “ha un basso rapporto tra qualità e costo e dovrebbe fare di più per migliorare le opportunità per i meno qualificati”. Lo scrive l’Ocse nel suo rapporto ‘Going for Growth‘ rilevando, in particolare, le poche risorse destinate al settore. L’Ocse bacchetta in particolare il nostro Paese per la spesa per l’istruzione “scesa ben al di sotto della media” e per i numerosi cambi, “tre in quattro anni”, al vertice dell’agenzia per la valutazione della scuola.

Nella sua annuale “pagella” delle riforme strutturali, l’Ocse, il gruppo dei grandi Paesi industriali, promuove il Jobs Act del Governo Renzi, ma sollecita l’Italia a insistere nell’eliminazione del dualismo del mercato del lavoro e a ulteriori riforme soprattutto nel campo dell’istruzione e della semplificazione del sistema fiscale. La seconda riforma prioritaria individuata dall’Ocse riguarda il miglioramento dell’equità e dell’efficienza dell’istruzione. Lo studio suggerisce di approfondire la valutazione degli insegnanti, di espandere ulteriormente l’istruzione professionale dopo la scuola secondaria, di aumentare le tasse universitarie e creare un sistema di prestiti agli studenti il cui rimborso sia basato sul reddito. Terza area prioritaria il miglioramento dell’efficienza del fisco. Questa andrebbe perseguita riducendo le aliquote nominali più alte, riducendo distorsioni e incentivi all’evasione. Qui l’articolo di Alessandro Merli

La scuola Italiana investe poco e non è efficiente; è quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ocse che sottolinea come nel nostro paese la spesa per l’istruzione è “scesa ben al di sotto della media”. L’organizzazione stima poi il Pil pro capite italiano nel 2013 inferiore del 30% rispetto alla media dei primi 17 Paesi Ocse.

 

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