Il Prof. Giancarlo Giuliani colpisce ancora !

Febbraio 24, 2015 Commenti disabilitati su Il Prof. Giancarlo Giuliani colpisce ancora !
Il Prof. Giancarlo Giuliani colpisce ancora !

Giancarlo Giuliani L’OMBRA DI N.

RadioDramma in 26 quadri – Presentazione di Sandro Naglia

Il Prof. Giancarlo Giuliani colpisce ancora ! Dopo le impegnative e riuscite prove di poesia (ricordiamo, tra le ultime raccolte “Caos ipermetrico“) e del romanzo “Diospolis. Una storia del VI secolo a. C.“, in questi giorni nelle librerie il nuovo racconto “L’ombra di N.“.

Con quale termine si può indicare l’ultima opera di Giuliani ? Espressione della letteratura poliziesca ? Sembra, leggendo il racconto, riduttivo. Confacente pare descriverlo con una non «etichetta» specifica; in effetti, la narrazione di Giuliani abbraccia tutte le tipologie di questo genere letterario – spesso fra loro molto diverse: mystery, procedural, legal thriller, spy-story, hard-boiled ecc. – che nei paesi di lingua anglosassone viene denominato thriller, detective o crime novel, in quelli di lingua tedesca kriminalroman, francese noir o polar, spagnola novela negra.
Diventato di uso comune a partire dal 1929, anno in cui Lorenzo Montano e Luigi Rusca diedero vita, per Mondadori, alla collana «I Libri Gialli» il termine thriller ne “L’ombra di N.” non contiene tutto della narrazione; meglio designare questa creazione con ciò che appare, avvinti dalla trama, l’intento dell’autore: un social thriller.

Pagina dopo pagina si manifestano le verità ultime che sempre sfuggono, o forse, che si preferisce non scoprire, temendo di trovare in esse anche la propria. Giuliani costringe il lettore a una scelta decisiva: continuare a seguire le tracce, conducendo una vita di impulsi e razionale furbizia, emancipandosi da una vita destinata alla solitudine, oppure tentare finalmente un’autenticità limpida, faticosa, una coerenza negli affetti, una lealtà che tuttavia pare ormai di non poter recuperare votandosi ad un’idea d’umanità – proprio perchè socialmente determinata – non edulcorata, mai pregna solo di buone intenzioni o di mercantile redenzione. In contrapposizione al noir, quando le indagini raccontate portano all’individuazione e all’eventuale punizione del colpevole dei crimini narrati, l’intreccio lascia vedere altro, quell’altro che colora l’esistenza di ciascun protagonista del dramma esistenziale. Un cammino narrativo che conduce dal male al bene ed anche, vicerversa, dal dolore del male all’accettazione della personalità sociale che codetermina gli Io.

 «Commissario, hanno ucciso una donna. Lo stesso taglio di Naldi, le stesse modalità. Un luogo appartato, sporco, in periferia, nei pressi della vecchia stazione». È così, nell’eco delle parole sgomente dell’ispettore Bonanni, che l’ombra di Marco Naldi, brillante professore di letteratura e serial killer, torna a materializzarsi. Ma le cose si complicano: al groviglio di pulsioni inconsce di Naldi, il suo emulatore unisce una determinazione spietata e calcolatrice e, via via, un crescente gusto di uccidere che si spiega solo in parte con l’ambizione e lo spirito di rivalsa.
     Attraverso gli occhi del commissario Giorgi la narrazione si snoda intorno a vittime che non hanno alcun collegamento apparente fra di loro e a un male assoluto, simboleggiato dal bisturi usato ancora una volta come arma dei delitti. A rendere avvincente la lettura, uno stile magnetico che a sua volta, proprio come l’incisione di un bisturi (parola “titolo” del primo racconto della serie), allude con la sua forza e precisione millimetrica senza mai bisogno di descrivere, conducendo il lettore nei recessi più profondi della psiche dei protagonisti.

Giancarlo Giuliani, dal caos incomposto trascinato sulla terra alla fine di un cupo 1947, ha trovato le ali tra le antiche pietre di L’Aquila, nella solitudine delle montagne, dopo aver rifiutato il fascino indistinto del mare. Parole hanno trovato forma compiuta e sono state consegnate alla lettura: maschera e viandante incappucciato nei mondi della fotografia e della saggistica, tra squarci di poesia, riconosciuto da molti, ignoto a se stesso.
Ora l’alchimia è compiuta, in attesa del prossimo caos, e il Liber Alchemicus dona una pausa al viandante perenne. Ma passano i giorni e l’immagine di un libro misterioso, smarrito da tempi lontani, si fa sempre più viva, finché anche il Libro perduto trova la sua forma.

Dentro e oltre le parole (antologia), Palermo, 1980
Quotidiano indicibile (antologia), Palermo, 1980
Quale immagine? (Note sul ruolo della fotografia nella società attuale), Pescara 1980
Guida all’uso di Word (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Excel (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Access (licenza Creative Commons)
Guida all’uso di Dreamweaver (licenza Creative Commons)
Ulisse non è mai partito (poesie), Roma, 2008
La parola che ricostruisce (antologia), Pescara, 2010
Liber Alchemicus (poesie), Pescara, 2010
Libro perduto, Pescara, 2011.

 Nota a cura dell’Ufficio stampa

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