G. Dursi propone: Pila software libero e gratuito per la scuola secondaria

Aprile 28, 2015 Commenti disabilitati su G. Dursi propone: Pila software libero e gratuito per la scuola secondaria
G. Dursi propone: Pila software libero e gratuito per la scuola secondaria

Non c’è nulla di piò odioso che accedere alla conoscenza esclusivamente “pagando”; ancor più in ambito scolastico pubblico; una comunità professionale è tale anche perché in grado di condividere e disseminare – in termini di “massa critica” – conoscenze, competenze, esperienze, problem solving.

Avvalendosi di figure professionali disponibili, quali quelle dei formatori per la didattica della comunicazione che si occupano di:

  • progettazione didattica attraverso l’uso di linguaggi e strumenti multimediali;

  • progettazione e impiego di strumenti e strategie di valutazione che prevedono l’integrazione di linguaggi multimediali;

  • attivazione di processi di analisi dei testi mediali e multimediali;

  • progettazione e comunicazione di prodotti culturali attraverso strumenti multimediali;

  • progettazione e gestione di un curriculum multimediale nel sistema-scuola;

  • gestione di attività di monitoraggio e valutazione di un processo formativo

sarà possibile avviare un programma per la formazione culturale specialistica e per le competenze digitali, definendo come proprio target di riferimento i professionisti attuali in servizio presso la scuola (e per la formazione dei futuri), con l’obiettivo di consentire l’acquisizione, il consolidamento e l’integrazione delle competenze digitali per la crescita professionale, l’allineamento degli skill professionali agli standard internazionali, il miglioramento della produttività del sistema scolastico.

Comprendendo azioni coinvolgenti, inclusive, proprio dei soggetti di prossimità alla dimensione scolastica della vita di relazione (in primis le figure genitoriali e parentali, ma anche soggettività ulteriori che, in termini formativi instaurano, a vario titolo, legami socio-territoriali con bambini ed adolescenti e che necessitano di orientamento conoscitivo qualificabile come Media Education), si potrà erogare apposita formazione per 1) ridurre il divario digitale di tipo tecnologico (digital divide) e 2) per contrastare un altro tipo di divario, probabilmente meno difficile da definire e quantificare, ma forse per questo motivo ancora più insidioso per chi punta alla realizzazione di una piena e matura società dell’informazione. Si tratta del cosiddetto “knowledge divide”, in italiano divario di conoscenza, termine con il quale si fa riferimento alla mancanza di saperi e conoscenze pratiche che impedisce a determinate categorie sociali (pensionati, disoccupati, casalinghe e stranieri), di utilizzare le nuove tecnologie e sfruttarne pienamente le opportunità e i vantaggi.

Per far fronte a questo tipo di divario, le parole chiave sono alfabetizzazione, formazione e sensibilizzazione, inclusione, con la proposta di iniziative che permettano alle categorie citate in precedenza di familiarizzare con le nuove tecnologie e non rimanere indietro rispetto ad altri gruppi sociali. Accanto a ciò, grande importanza viene dedicata al tema della scuola – epicentro della formazione multimediale e digitale – partendo dal presupposto che tutti gli istituti del territorio regionale, compresi quelli situati nei territori rurali e di montagna, non solo devono essere connessi alle reti in banda larga e dotati delle nuove tecnologie, ma devono soprattutto sfruttare questi strumenti per promuovere modelli di didattica avanzata e al passo con le dimensioni d’una autentica cittadinanza che possa dirsi contemporanea, di modo che le nuove generazioni possano affrontare al meglio le sfide poste dall’affermarsi della cosiddetta società dell’informazione e della comunicazione.

Per iniziare, la linea di condotta della gratuità è prioritaria sia in termini d’autoapprendimento che in termini di “mutuo soccorso”, avvalendosi di consulenza specifica disponibile.

In definitiva, l’intenzione è applicare, alla dinamica del contesto ove agire, il concetto di «massa critica», che in fisica individua la quantità di materiale fissile (uranio, plutonio) necessaria ad innescare una reazione a catena, utilizzandolo per analogia nella nuova cultura emergente per indicare un processo di cambiamento sociale indotto da una minoranza attiva quando raggiunge un certo grado di numerosità o di intensità. Per ottenere ciò è necessario valorizzare, in questa fase,  gli intermediari culturali ed in particolare i facilitatori digitali che sono in prevalenza docenti formatori nella didattica della comunicazione. Conseguentemente, altre figure dovranno essere aggiornate, al fine di concordare un framework comune sulle competenze digitali.

Auguro buon lavoro a tutte/i.

Prof. Giovanni Dursi – Coordinatore Dipartimento collegiale Competenza chiave digitale

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 Fonte: http://www.abruzzoscuoladigitale.it/

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