Seminario del Centro per la riforma dello Stato: “Capitalismo delle piattaforme e delle emozioni” – Scuola critica del digitale

settembre 23, 2017 Commenti disabilitati su Seminario del Centro per la riforma dello Stato: “Capitalismo delle piattaforme e delle emozioni” – Scuola critica del digitale
Seminario del Centro per la riforma dello Stato: “Capitalismo delle piattaforme e delle emozioni” – Scuola critica del digitale

Capitalismo delle piattaforme e delle emozioniCapitalismo delle piattaforme e delle emozioni – Il 5 ottobre a Roma un seminario di Lelio Demichelis organizzato dal CRS nell’ambito del progetto “Scuola Critica del digitale”

Nell’ambito del progetto “Scuola Critica del digitale” il Centro per la riforma dello Stato organizza per giovedì 5 ottobre, dalle ore 16 alle 19, in via della Dogana Vecchia 5, a Roma, il seminario:

“Capitalismo delle piattaforme e delle emozioni”

con Lelio Demichelis

Un viaggio tra forme e norme tecniche e capitalistiche di governamentalizzazione della vita, nel vecchio-nuovo tecno-capitalismo. Con qualche deviazione nelle Metamorfosi di Ovidio.

Il capitalismo sta cambiando nuovamente e in modalità tecnica, divenendo appunto tecno-capitalismo. Dove a dominare non è solo la forma-merce (anche), quanto e soprattutto la forma-tecnica, cioè il modo con cui la tecnica – intesa come apparato di apparati, oggi la rete – modella su di sé, facendone una copia conforme e congrua, la società intera e l’intera vita degli individui. A nostra insaputa, o con il nostro entusiastico consenso, perché la tecnica ci affascina, ci seduce, ci fa innamorare di sé. Forme capitalistiche e tecniche che però producono specifiche norme di organizzazione e di funzionamento sociale, ben più vincolanti di una legge.

La tecnica (le macchine) e il capitalismo (i mercati e le merci) funzionano in modo integrato e biopolitico (oltre che auto-propulsivo) e fanno funzionare gli uomini e le società secondo due dispositivi ferrei, sempre validi dalla prima rivoluzione industriale a oggi: da una parte, suddividere/individualizzare il lavoro e la vita (con i relativi processi di alienazione e di de-socializzazione e personalizzazione del lavoro e del consumo); per poi ricomporre le parti suddivise in qualcosa che sia maggiore della loro semplice somma (mascherando l’alienazione e offrendo forme social di socializzazione, la sharing economy e il condividere come mantra). Solitamente si concentra l’attenzione sui processi e sui meccanismi di suddivisione, meno su quelli di totalizzazione/integrazione/ricomposizione, in realtà più importanti dei primi anche se decisamente meno evidenti. Per i quali servono appunto gli apparati tecnici, ieri la catena di montaggio, oggi la rete. Rete nata libera e anarchica ma che sempre più diventa forma del capitalismo, per di più oligopolistico (la Silicon valley), ma anche sempre più emozionale-esperienziale/narcisistico-prometeico.

Dove non è più la razionalità calcolante a dominare i processi e i dispositivi capitalisti e tecnici, ma il pathos calcolabile per attivare e accrescere opportunamente la prestazione di ciascuno all’interno della incessante dynamis del tecno-capitalismo.

Indice degli argomenti

. Perché tecno-capitalismo

. Concetti-guida: interazione/integrazione; società/comunità; autonomia/eteronomia

. Cosa si deve intendere per tecnica (G. Anders; J. Ellul; E. Severino; U. Galimberti)

. Forme e norme tecniche e capitaliste. Differenza tra norma e legge

. Narciso, Prometeo e Pigmalione.

. Tra individualismo e mondi social (individuazione e processi di socializzazione)

. Da Ford a Uber: vecchie e nuove forme del lavoro

. Discipline e biopolitica (M. Foucault)

. Il capitalismo delle emozioni nella società della prestazione. Dal logos al pathos

. Il capitalismo delle piattaforme. La rete, da mezzo di comunicazione a mezzo di  produzione

. L’alienazione ben mascherata

. Il tecno-capitalismo come religione

Lelio Demichelis. E’ nato a Milano nel 1956. Insegna Sociologia economica al Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi dell’Insubria. Da sempre si occupa della relazione tra tecnica e capitalismo, cercando di offrire uno sguardo critico (non pessimistico) sulla tecnica e oggi sulla rete e sulle sue forme e norme di funzionamento e di modellizzazione eteronoma della società. Ha pubblicato: Bio-Tecnica. La società nella sua forma tecnica (Liguori, 2008); Società o comunità (Carocci, 2010); La religione tecno-capitalista (Mimesis, 2015); Sociologia della tecnica e del capitalismo (FrancoAngeli, 2017). E’ stato co-curatore di Biopolitiche del lavoro (Mimesis, 2008). Collabora ad Alfabeta2; Sbilanciamoci.info; micromega online; megachip.globalist.it; scenari-mimesis.it.

Qui la presentazione del seminario in pdf

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