Si entra nel vivo della contrattazione, nazionale e decentrata: Incrementare la partecipazione dei lavoratori

febbraio 6, 2018 Commenti disabilitati su Si entra nel vivo della contrattazione, nazionale e decentrata: Incrementare la partecipazione dei lavoratori
Si entra nel vivo della contrattazione, nazionale e decentrata: Incrementare la partecipazione dei lavoratori
Il 2 Gennaio 2018, presso l’Aran in via del Corso a Roma, c’è stato un importante incontro sul rinnovo del CCNL scuola.
Si ricorda che per “contrattazione collettiva” s’intende il processo attraverso il quale i sindacati dei lavoratori e le associazione dei datori di lavoro (o i singoli datori), l’uno difendendo le prerogative dei lavoratori, l’altro resistendo alle pressioni sindacali, definiscono la regolamentazione dei rapporti, individuali o collettivi, di lavoro. Nel contratto collettivo che ne scaturisce, dunque, vengono contemperati i vari interessi in gioco nel conflitto industriale. 
La contrattazione collettiva può ricomprendere solo la stipulazione del contratto in se stesso, ed in tal caso si parla di contrattazione statica, oppure può anche prevedere la disciplina di attuazione del contratto, e si parla di contrattazione dinamica. 
La contrattazione collettiva, inoltre, si svolge a più livelli organizzativi dei soggetti collettivi: si parla in tal caso di struttura contrattuale. Solitamente i livelli sono 3 e portano a diversi tipi di accordi: 
• Accordo interconfederale: con esso vengono disciplinati singoli istituti quando si renda necessaria una regolamentazione unitaria da applicare a tutti i lavoratori di diverse categorie produttive. Prendono parte a tale accordo le tre grandi Confederazioni sindacali e, solitamente, Confindustria; 
• Contratto collettivo nazionale di categoria (ccnl): viene stipulato con periodicità fissa, solitamente ogni 3 o 4 anni, e riguarda singole categorie produttive. In esso vengono fissati i trattamenti minimi economici e normativi da applicare in quel settore, oltre ad essere previste le relazioni tra stipulanti e loro articolazioni organizzative; 
• Contratto decentrato: si tratta di un contratto stipulato dai soggetti collettivi a livello territoriale, solitamente provinciale o regionale, oppure, addirittura, di un contratto stipulato a livello aziendale, che vada ad integrare e completare la disciplina dettata nel contratto collettivo di categoria. 
Una struttura contrattuale, quindi, si dice centralizzata o decentrata quando vi è una ripartizione più o meno ampia di competenze e di materie trattate rispetto all’ambito di applicazione; al contrario una struttura si dice bipolare, quando entrambi i livelli dell’ambito di applicazione hanno funzioni rilevanti e distinte.
Intervento del Prof. Di Giampietro

Allego il testo di un messaggio inoltrato nel gruppo WhatsApp del Liceo Marconi, come proposta di discussione ai colleghi e alle componenti scolastiche, per una prossima assemblea sindacale e per proporre i temi alla discussione in un prossimo collegio docenti

a Margherita,  (prof Lancia, RSU Liceo Marconi),
ai Docenti

Mi permetto di suggerire alcuni temi per la nostra assemblea sindacale e la contrattazione d’istituto.

  1. Raccolgo le segnalazioni  dei colleghi con la richiesta di  una maggiore trasparenza sull’uso dei fondi di istituto e sui compensi incentivanti, con la richiesta del coinvolgimento di un maggior numero di docenti (sono circa 160 i docenti in questa scuola. Sono loro che entrano nelle aule, stanno con i ragazzi  e fanno la buona scuola). Nessuno deve essere lasciato indietro, a ognuno deve essere data l’opportunità di migliorare il proprio lavoro).  Ci sono poi, almeno 3-4 cose che dovrebbero essere discusse in un’assemblea sindacale e portate sul tavole del DS (il  preside).
  2. Un primo tema  è la questione della formazione e aggiornamento dei docenti, da inserire in un quadro strategico di valorizzazione del docenti e di caratterizzazione dell’offerta formativa in una dimensione europea e multidisciplinare (vedi discussione su CLI, riportata in basso,  del  28/01/2018 ore 22.35)
  3. Una seconda questione,  non secondaria, è il tema dell’ambiente di lavoro con la richiesta di garanzie circa l’adeguamento della dotazione di servizi igienici per il personale (oggi assolutamente insufficienti e mal tenuti) e di adeguamento strutturale dell’edificio (intonaci, coperture, cordoli soprafinestra, collegamento dei corpi fabbrica al piano 2) Ci sono i fondi per  l’adeguamento delle strutture scolastiche. Quanto abbiamo chiesto per il Marconi? 4. Un tema assolutamente da porre è quello della dotazione di computer e  stampanti per le aule professori (almeno 1 PC ogni 10 docenti nelle due aule docenti, funzionanti e adeguatamente connesse alle periferiche). Forse sarebbe il caso di pensare ad una rete LAN su cavo e ad apposito personale di gestione,  magari con  idoneo distacco di ore per personale qualificato che  c’è già.
  4. Non posso tacere che c’è una diffusa preoccupazione per temi quali  l’alternanza scuola lavoro per cui, a tre anni dall’introduzione,  andrebbe fatto un bilancio delle esperienze svolte, selezionando le esperienze migliori,  ma anche valutando le inadeguatezze e riprogrammando le attività in funzione dell’indirizzo scolastico e delle prospettive occupazionali specifiche. Sarebbero da organizzare due momenti collegiali di valutazione, di fine anno e inizio nuovo a.s. 
    Un invito alla discussione.

Il tema della Formazione docenti in una prospettiva CLIL

Il problema dell’offerta di un corso di formazione B2 di lingua inglese nella scuola forse si risolverà in termini organizzativi. Rimane il problema di discutere in modi collegiali e programmare con una visione strategica il prossimo immediato dell’offerta formativa della scuola, in una visione europea e innovativa, l’unico orizzonte che può garantire un ruolo adeguato alla scuola pubblica e prospettive concrete di inserimento e di lavoro ai giovani.

Sono stupito di come si ragiona  in questa scuola di formazione docenti.
1. I Colleghi docenti di lingue  certamente non hanno alcun obbligo di offrire corsi di  formazione linguistica per docenti. Ma la scuola  si.

  1. Ci dovrebbe essere una programmazione dei corsi, degli  obiettivi da raggiungere ed  un progetto di offerta formativa della scuola che predisponga un programma di formazione linguistica per docenti di materie non linguistiche. Perché ?
  2. Intanto  perché è stato indicato dallo stesso Min.Istruzione l’obiettivo di avere decine di migliaia di docenti CLIL nelle scuole superiori;
    poi perché questo è anche un liceo linguistico e dovrebbe essere un fattore caratterizzante un’offerta didattica di corsi CLIL in lingua straniera per materie non linguistiche;
    inoltre,  mi risulta che siano tanti i  docenti che in questa scuola abbiano dichiarato interesse per il miglioramento delle proprie competenze linguistiche.
    Infine, ma non meno importante, perché credo che la dimensione europea ed internazionale sia una  prospettiva essenziale  di sviluppo sia di qualsiasi scuola moderna sia delle più rilevanti opportunità lavorative per giovani ed adulti. E non si può non avere alcuna strategia formativa che non punti su competenze CLIL approfondite e generalizzate.
  3. Non credo che si possano  addurre problemi organizzativi per promuovere tale offerta formativa per i docenti, stante l’attuale riconosciuta autonomia scolastica e la (criticata) libertà assegnata ai dirigenti scolastici  di  assumere docenti addirittura per chiamata  nominativa.

Penso che ci sia da colmare una lacuna importante.  E lo dobbiamo fare tutti insieme con una discussione in collegio docenti.

Profd. Di Giampietro, Docente Liceo statale G. Marconi di Pescara

28-30  Gennaio 2018

 

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