Leggere fa bene … Alcune proposte per l’estate

luglio 9, 2018 Commenti disabilitati su Leggere fa bene … Alcune proposte per l’estate
Leggere fa bene …  Alcune proposte per l’estate

Joseph Stiglitz, L’EURO, Einaudi, Torino, 2017

“Molti europei guardano agli Stati Uniti e si domandano: se i 50 Stati che li compongono possono tutti usare il dollaro, perché i 19 dell’eurozona non possono avere una moneta unica? Abbiamo già detto che se gli Stati costituenti fossero sufficientemente simili, qualsiasi politica monetaria adatta per uno di essi sarebbe altrettanto valida per gli altri. Ma i singoli Stati degli Usa differiscono profondamente tra loro … Negli Stati Uniti esistono importanti meccanismi di aggiustamento che consentono al sistema della moneta unica di funzionare… Nei periodi di grave crisi, per esempio, il governo federale si accolla gran parte dei contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione… Purtroppo, come vedremo, nessuno di essi è presente in Europa … Alcune delle riforme qui suggerite nella struttura dell’eurozona puntano a spingere l’Europa verso il modello americano, vale a dire un sistema in cui un tasso di interesse unico e un tasso di cambio unico sono sinonimi di prosperità condivisa. Se l’eurozona si muovera abbastanza in questa direzione, ci sono ragionevoli prospettivwe  che l’euro possa funzionare”.  Clicca e scarica indice volume STIGLITZ.pdf

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A cura di Laura Pennacchi e Riccardo Sanna, LAVORO E INNOVAZIONE PER RIFORMARE IL CAPITALISMO, Ediesse, Roma,  2018

Mentre il capitalismo, lasciato a se stesso, si rassegnerebbe alla jobless society (la «società senza lavoro»), la politica e la società democratica debbono invece rilanciare l’obiettivo della «piena e buona occupazione», proprio quando tanta incertezza grava sulle conseguenze della rivoluzione tecnologica. Viene riproposta la crucialità del tema degli investimenti e, insieme, del nuovo modello di sviluppo. La profondità della trasformazione è enorme e, di conseguenza, è decisiva la qualità delle istituzioni pubbliche che dovrebbero dirigerla. L’innovazione può e deve essere guidata, nei suoi indirizzi di fondo, dalla collettività, anche perché la diffusione delle nuove tecnologie coincide con un approfondimento delle diseguaglianze e una polarizzazione del potere senza precedenti. Si tratta anche di cogliere le straordinarie potenzialità che, tra tante difficoltà, la fase presenta. Le nuove tecnologie racchiudono forti istanze cooperative e aprono eccezionali «finestre di opportunità» che, anziché essere lasciate al solo capitalismo animato dalla volontà di consolidare i tradizionali rapporti di forza, possono essere attivate da una nuova politica industriale e, in generale, da una nuova economia pubblica. Clicca e scarica indice volume Pennacchi-Sanna.pdf

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Riccardo Staglianò, LAVORETTI. Così la sharing economy ci rende tutti più poveri,  Einaudi, Torino, 2018

Perché, di colpo, è diventato necessario arrotondare?

Altro che sharing,  che, sotto la maschera della flessibilità, sta istituzionalizzando i “lavoretti”, svuotando il vero lavoro  e distruggendo la società così come la conosciamo. Perché Uber, Airbnb e agli altri pagano tasse risibili nei paesi dove producono ricchezza, impoverendoli ulteriormente e costringendoli a un futuro senza welfare.

“E allora, l’abbiamo ripetuto e lo diremo un’ultima volta, non è stata la rinascita della fiducia tra gli esseri umani a partorire la cosiddetta sharing economy ma la disperazione economica.  Quella degli 8-10 milioni di disoccupati solo negli Stati Uniti, dei quasi 8 milioni di part time involontari e dei vati altri che, pur occupati,  fanno una fatica porca a tirare avanti. Se non avessero avuto bisogno, credetemi, la macchina l’avrebbero tenuta in garage”. Clicca e scarica indice volume Staglianò.pdf

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Stefano Allievi, IMMIGRAZIONE CAMBIARE TUTTO, Editori Laterza 2018

Le migrazioni ci sono. Sono sempre di più e saranno ancora di più in futuro. Non è più il tempo dei problemi senza risposta: è il momento delle soluzioni.

“Tra le questioni che pongono maggiori problemi c’è quella della distinzione tra richiedenti asilo e migranti economici. Che va finalmente messa in questione. E’ perché ci si basa sulla finzione che si tratti di potenziali richiedenti asilo che si è messa in piedi, per tutti, una macchina insostenibile, nata per gestire numeri  enormemente più ridotti e su situazioni molto specifiche …

La maggior parte  di coloro che arrivano, tuttavia, sarebbe ben felice  di avere soltanto un riconoscimento all’ingresso  per potere vivere e lavorare qui. E, come si è detto, se il sistema di accoglienza e redistribuzione  fosse europeo, dato il calo demografico e della popolazione attiva potrebbe pure essere conveniente tenerli.” Clicca e scarica indice volume ALLIEVI.pdf

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A cura di Marco Valbruzzi e Rinaldo Vignati, Istituto Carlo Cattaneo, Il VICOLO CIECO.  Le elezioni del 4 marzo 2018, Società Editrice Il Mulino, 2018

“Dietro questa ribellione contro i partiti dell’establishment non c’è però soltanto una generica protesta nei confronti delle élite o dei governi di turno. C’è molto di più e molto altro. Soprattutto, c’è un rigetto  nei confronti di  un processo di globalizzazione  che, nel momento in cui la crisi economica si è fatta più severa, ha fatto emergere il suo lato più oscuro  e le sue conseguenze più negative.  E’ per questo che il voto del 4 marzo  può essere interpretato come una vittoria dei “perdenti della globalizzazione”, vale a dire di tutti quei cittadini che vedono minacciato il loro status sociale  dalla concorrenza – economica, culturale e politica –  che proviene da fuori, dall’esterno, dagli «altri» … Lo stesso argomento vale per quei «luoghi abbandonati» … che sono stati soltanto sfiorati dalla ripresa economica. Per questo il 4 marzo abbiamo assistito alla riscossa delle «periferie» sui quartieri centrali delle città, delle province di frontiera sui capoluoghi regionali, delle aree più disagiate sui grandi centri urbani …”. Clicca e scarica Indice volume Valbruzzi-Vignati.pdf

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