Auguri “ragionevoli” a tutta la comunità scolastica

Dicembre 20, 2019 Commenti disabilitati su Auguri “ragionevoli” a tutta la comunità scolastica
Auguri “ragionevoli” a tutta la comunità scolastica

Tanti rapporti nessun legame: la protezione alla propria sfera intima

“Consumiamo i rapporti perché c’è tanta scelta. In una sorta di
esaltazione collettiva sostituiamo la quantità con la qualità – ha
osservato Letizia Ciancio, autrice di Essere madre essere padre,
a Tutto in Famiglia, su Radio Cusano Campus – di fatto la quantità di
relazioni che intratteniamo rappresenta uno scudo protettivo alla
propria intimità. In questo modo, si perde la capacità di entrare in una
vera e profonda relazione intima con l’altro, ovvero la capacità di
donarsi all’altro in maniera autentica, psicologica. Questo tipo di
apertura, intima e autentica, permette di entrare in un dialogo reale
con chi ci sta accanto, offrendo la possibilità al rapporto di muoversi,
e crescere, nel tempo.”

La compulsione, e la paura

“Dietro la compulsione e il possesso degli oggetti c’è la paura che l’altro si avvicini a noi. Sono tutti scudi protettivi per impedire l’avvicinamento dell’altra persona alla nostra sfera intima, piena di insicurezze – ha aggiunto la dottoressa Ciancio – la dimensione dell’attesa crea desiderio. Abbiamo sostituito la passione con la compulsione, abbiamo sostituito la danza della vita con la prestazione: manca la dimensione desiderante.”

Consumismo relazionale: è l’esatto contrario di un rapporto
duraturo. “Impegnarsi in un progetto di coppia significa perdere una
parte di sé, e una parte della propria libertà – ha sottolineato Ciancio
– ci sta che in un periodo della vita accumuliamo rapporti per
elaborare un lutto, ma bisogna che i due siano d’accordo, bisogna avere
la capacità di dialogare, di confrontarsi, altrimenti si creano delle
incomprensioni di fondo.”

Impegnarsi in un rapporto significa anche correre il rischio di essere felici. “La felicità fa paura, più della sofferenza. La sofferenza è una situazione stabile, in cui c’è sempre qualcuno a cui mollare la colpa, mentre la felicità è un atto di grande responsabilità che mi mette di fronte ai miei limiti”.

Le identità di tutti sono minacciate continuamente, l’uomo è sempre meno abituato a fare un lavoro su di sé.

Ufficio stampa Liceo statale G. Marconi di Pescara

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