A. s. 2020 / 2021, rientro a scuola: F A Q del Ministero della Salute

Settembre 11, 2020 Commenti disabilitati su A. s. 2020 / 2021, rientro a scuola: F A Q del Ministero della Salute
A. s. 2020 / 2021, rientro a scuola: F A Q del Ministero della Salute

Riportiamo le faq pubblicate dal Ministero della Salute per il rientro a scuola (aggiornate al 9/09/2020).

Perché un alunno si deve misurare la temperatura a casa e non a scuola?

Misurare a casa la temperatura corporea prima di recarsi a scuola è
una regola importante per tutelare la propria salute e quella degli
altri. Consente di prevenire la possibile diffusione del contagio nel
tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto utilizzati, quando si
attende di entrare a scuola, o in classe.

Quali azioni vanno intraprese se un alunno manifesta sintomi compatibili con Covid-19 nella sua abitazione?

L’alunno deve restare a casa. I genitori devono informare il Pediatra
di libera di scelta o il Medico di medicina generale e devono
comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute. In caso di
sospetto COVID-19, il Pediatra di libera di scelta o il Medico di
medicina generale richiede tempestivamente il test diagnostico e lo
comunica al Dipartimento di Prevenzione, che provvede all’esecuzione del
test diagnostico. Il Dipartimento di Prevenzione si attiva anche per
l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure
conseguenti.

Per saperne di più: Domande e risposte – sintomi Covid-19

Quali azioni vanno intraprese se un alunno a scuola manifesta sintomi riferibili a Covid-19?

Le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia
(messe a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero
dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e
Regione Emilia-Romagna) prevedono, nel caso in cui un alunno presenti un
aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o un sintomo
compatibile con COVID-19 in ambito scolastico, le seguenti misure:
informare subito il referente scolastico per Covid-19; avvisare subito i
genitori dell’alunno; ospitare l’alunno in un’area apposita, in
compagnia di un adulto che indossi una mascherina chirurgica; far
indossare una mascherina chirurgica all’alunno se ha un’età superiore ai
sei anni e se la tollera. Il personale scolastico potrà procedere
all’eventuale rilevazione della temperatura corporea mediante l’uso di
termometri che non prevedono il contatto.

Che cosa fare una volta riportato l’alunno/a a casa?

La scuola dovrà pulire e disinfettare le superfici della stanza o
area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa.

Una volta riportato il figlio/a a casa i genitori devono contattare
il Pediatra di libera scelta (PLS) o il Medico di medicina generale
(MMG), che dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario
contattare il Dipartimento di prevenzione (DdP) per l’esecuzione del
tampone. 

Cosa accade ai compagni di classe di un alunno risultato Covid-19 positivo?

Quando un alunno risulta positivo al test per SARS-CoV-2, il
Dipartimento di Prevenzione notifica il caso e si avviano la ricerca dei
contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura
scolastica nella sua parte interessata. Il referente scolastico COVID-19
deve fornire al Dipartimento di Prevenzione l’elenco dei compagni di
classe nonché degli insegnanti del caso confermato che vi sono stati a
contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti
stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete
attività di contact tracing saranno posti in quarantena per 14 giorni
dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il Dipartimento
di Prevenzione deciderà la strategia più adatta circa eventuali
screening al personale scolastico e agli alunni.

Quando un alunno risultato positivo al test per SARS-COV-2 potrà rientrare a scuola?

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica
(cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione
prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno
dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà
definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

Se un alunno che ha manifestato sintomi compatibili con Covid-19
risulta poi negativo al tampone, potrà rientrare a scuola subito?

Se il tampone naso-oro faringeo è negativo in paziente sospetto per
infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si
ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a
casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.

Se un operatore scolastico manifesta a scuola sintomi compatibili con Covid-19, cosa succede?

Bisogna assicurarsi che l’operatore scolastico indossi, come già
previsto, una mascherina chirurgica; invitarlo ad allontanarsi dalla
struttura, rientrando al proprio domicilio e contattando il proprio
Medico di medicina generale per la valutazione clinica necessaria. Il
Medico curante in caso di sospetto COVID-19 richiede tempestivamente il
test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione, che
provvederà alla sua esecuzione e si attiverà per l’approfondimento
dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti (rintraccio dei
contatti, etc.). Gli operatori scolastici hanno una priorità
nell’esecuzione dei test diagnostici.

Un operatore scolastico che manifesti a scuola sintomi compatibili con Covid-19 a casa cosa deve fare?

Nel caso in cui un operatore scolastico presenti al proprio domicilio
sintomi compatibili con COVID-19 deve prima di tutto restare a casa,
informare il medico di medicina generale, comunicare l’assenza dal
lavoro per motivi di salute, con certificato medico. Il Medico di
medicina generale, in caso di sospetto COVID-19, richiede
tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di
Prevenzione che provvede ad eseguirlo e poi ad attivarsi per
l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure
conseguenti. Gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione
dei test diagnostici.

Quali misure vanno assunte in una scuola dove un alunno o un operatore scolastico risultano SARS-COV-2 positivi?

Si deve effettuare innanzitutto una sanificazione straordinaria della
scuola. La sanificazione va effettuata se sono trascorsi 7 giorni o
meno da quando la persona positiva ha visitato o utilizzato la
struttura. Si devono chiudere le aree utilizzate dalla persona positiva
fino al completamento della sanificazione, aprire porte e finestre per
favorire la circolazione dell’aria nell’ambiente, sanificare (pulire e
disinfettare) tutte le aree utilizzate dalla persona positiva, come
uffici, aule, mense, bagni e aree comuni. Continuare con la pulizia e la
disinfezione ordinaria. Inoltre, è fondamentale collaborare con il
Dipartimento di Prevenzione, per agevolare le attività di contact
tracing. Se un alunno/operatore scolastico risulta COVID-19 positivo, il
Dipartimento di Prevenzione valuterà di prescrivere la quarantena a
tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori
scolastici esposti come contatti stretti. La chiusura di una scuola o
parte della stessa dovrà essere valutata in base al numero di casi
confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del
virus all’interno della comunità.

Che cosa si deve fare nel caso di un numero elevato di assenze in una classe?

Il referente scolastico per il COVID-19 deve comunicare al
Dipartimento di Prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze
improvvise di studenti in una classe o di insegnanti. Il Dipartimento
effettuerà un’indagine epidemiologica per valutare le azioni di sanità
pubblica da intraprendere, tenendo conto della presenza di casi
confermati nella scuola o di focolai di COVID-19 nella comunità. 

Nella scuola primaria gli alunni in classe devono indossare sempre la mascherina chirurgica?

Il Comitato tecnico scientifico ha diffuso il 31 agosto delle
Raccomandazioni tecniche in cui precisa che nell’ambito della scuola
primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la
mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con
il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni
che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

Nella scuola secondaria la mascherina va sempre indossata dagli alunni quando sono in classe?

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità
analoga a quella degli adulti, secondo le Raccomandazioni tecniche del
Comitato tecnico scientifico, la mascherina chirurgica può essere
rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di
almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di
aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa
circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.

Se la scuola ha qualche dubbio in merito alle misure di sicurezza da adottare a chi si rivolge? 

Il Ministero dell’Istruzione ha previsto un help desk
per le scuole, un servizio dedicato per richiedere assistenza e un
numero verde 800.90.30.80, attivo dal 24 agosto, dal lunedì al sabato,
dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, con funzioni di front
office, per raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle
misure di sicurezza e fornire assistenza e supporto operativo anche di
carattere amministrativo.

Per saperne di più:

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