DPCM 3 Novembre 2020 – Nota del Ministero dell’istruzione

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DPCM 3 Novembre 2020 – Nota del Ministero dell’istruzione

Il
Ministero dell’Istruzione ha fornito indicazioni
alle scuole in merito all’applicazione del DPCM
3/11/2020
.

Ecco
in sintesi cosa prevede la Nota
1990 del 5/11/2020
.

Obbligo
di mascherina

L’obbligo
dell’uso della mascherina per il personale scolastico e per gli
studenti con almeno sei anni di età vale, ovviamente, oltre che per
il primo ciclo di istruzione, anche per il secondo, per quelle
attività che continuano a svolgersi in presenza.

Sono
esentati dall’obbligo, oltre ai bambini con meno di sei anni di
età, anche i docenti, gli ATA e gli studenti che non possano
utilizzarla per patologie o disabilità certificate.

Laboratori

Per
quanto attiene i percorsi i cui piani degli studi e quadri orari
prevedono esercitazioni pratiche e di laboratorio, entro cui
annoverare tutte le attività di laboratorio caratterizzanti e non
altrimenti esperibili, quali a mero titolo esemplificativo i
laboratori coreutici e coreografici, resta salva la possibilità di
svolgere in presenza tali attività didattiche, purché formalmente
contemplate dai vigenti ordinamenti e nel rigoroso rispetto dei
protocolli di sicurezza. Le istituzioni scolastiche sono chiamate
responsabilmente a considerare che le predette attività, in special
modo per le materie di indirizzo, costituiscono parte integrante e
sostanziale dei curricoli e, non da ultimo, elemento dirimente sulla
base del quale moltissimi studenti hanno scelto di frequentare gli
specifici percorsi.

PCTO

I
percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento possono
proseguire, nel rispetto delle prescrizioni sulla distanza
interpersonale, sull’uso dei dispositivi di protezione individuali
e sull’igiene delle mani e delle superfici, nonché dei protocolli
riguardanti lo specifico settore produttivo.

Scuole
secondarie di I grado e inclusione

Nelle
classi seconda e gterza delle scuole medie delle Regioni attualmente
in zona rossa (Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta) è
prevista la DaD al 100%. In ogni modo andrà garantita l’effettiva
inclusione scolastica, in special modo per gli alunni con disabilità,
attraverso l’attivazione di tutte le forme di raccordo e
collaborazione possibili con gli altri enti responsabili del loro
successo formativo, sia in materia di assistenza specialistica che di
trasporto scolastico, al fine di rendere un effettivo servizio di
istruzione e di realizzare, in concreto, il diritto allo studio
previsto dalla Costituzione.

In
generale, in materia di inclusione scolastica per tutti i contesti
ove si svolga attività in DDI il DPCM, nel richiamare il principio
fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli
alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali
attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica
“effettiva” e non solo formale, volta a “mantenere una
relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica”.
I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi
interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie,
favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza
col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un
gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare
nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente
assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo
sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse
degli studenti e delle studentesse.

Le
medesime comunità educanti valuteranno, inoltre, se attivare misure
per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni
educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente
determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento
da parte degli alunni coinvolti; parimenti, si potranno prevedere
misure analoghe anche con riferimento a situazioni di “digital
divide” non altrimenti risolvibili.

Alunni
figli di personale sanitario

Nell’ambito
di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà
essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici,
infermieri, OSS, OSA…), direttamente impegnato nel contenimento
della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati e del
personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali, in modo
che anche per loro possano essere attivate, anche in ragione dell’età
anagrafica, tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola
in presenza.

Dovrà
essere garantito comunque il collegamento on line con gli alunni
della classe che sono in didattica digitale integrata.

Alunni
in quarantena

Il
MI ribadisce la necessità di garantire il diritto all’istruzione
degli alunni posti in situazione di quarantena, nonché di quegli
alunni per i quali, in ragione della particolare situazione
famigliare, l’autorità sanitaria abbia disposto l’isolamento
comunitario.

Erogazione
della DDI da parte dei docenti

La
dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi
collegiali nell’ambito del Piano DDI, adotta, comunque, ogni
disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per
l’erogazione della didattica in DDI anche autorizzando l’attività
non in presenza, ove possibile e ove la prestazione lavorativa sia
comunque erogata.

Assistenti
amministrativi

Il
personale assistente amministrativo svolge la propria attività
lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile, ai sensi
dell’articolo 5, comma 4, lettera a), del DPCM, che impone a ogni
dirigente pubblico di organizzare il proprio ufficio assicurando, su
base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del
lavoro agile nella percentuale più elevata possibile.

Agli
assistenti amministrativi che rimangono in presenza, perché
impegnati su attività non espletabili a distanza, si applica
l’articolo 5, comma 5, che dispone: “le pubbliche amministrazione
dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso e di uscita
del personale”.

Assistenti
tecnici

Il
personale assistente tecnico svolge la propria attività lavorativa a
supporto della DDI, della didattica di laboratorio e degli
adempimenti connessi alla consegna di materiale tecnologico.

Collaboratori
scolastici e altri addetti

Il
personale collaboratore scolastico e il personale addetto alle
aziende agrarie, cuoco, infermiere o guardarobiere che non possa
svolgere la propria attività a distanza, continuerà a prestare
servizio in presenza, fermo restando l’applicazione nelle “zone
rosse” dell’articolo 3, comma 4, lettera i) del DPCM, che dispone
che “i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale
nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che
ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale
presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza”.

Direttive
di massima al DSGA

In
ragione di quanto sopra, il Dirigente Scolastico provvederà ad
integrare le direttive di massima al Direttore dei servizi generali e
amministrativi per la tempestiva proposta di piano delle attività,
fermo restando quanto disposto dall’articolo 25 comma 5 del Dlgs
165/2001.

Organico
Covid

I
contratti già sottoscritti ai sensi dell’articolo 231-bis del
decreto-legge n. 34 del 2020 (si tratta dei cosiddetti “posti
Covid-19”) non devono essere risolti, né nel caso dei
Docenti né in quello degli ATA.

Organi
collegiali

L’articolo
1, comma 9, lettera s) del DPCM dispone, inoltre, che “le riunioni
degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di
ogni ordine e grado possono essere svolte solo con modalità a
distanza. Il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni
scolastiche avviene secondo modalità a distanza nel rispetto dei
principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle
elezioni”. Rispetto al precedente DPCM, viene meno la possibilità
di svolgere le riunioni degli organi collegiali e le relative
elezioni in presenza. L’unica modalità ammessa dal 6 novembre sino
al 3 dicembre è, dunque, quella a distanza.

Convitti

Le
attività convittuali proseguono nel rispetto di quanto disposto
dall’articolo 1, comma 9, lettera oo) del DPCM per le attività
ricettive, cioè “a condizione che sia assicurato il mantenimento
del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza
interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel
rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o
dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a
prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con
i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse
tipologie di strutture ricettive”.

I
convittori e le convittrici potranno frequentare le attività
didattiche in presenza nel caso in cui la scuola e il convitto siano
posti nel medesimo edificio o in edifici contigui. Infatti, in questa
circostanza l’eventuale passaggio alla didattica a distanza non
recherebbe alcun beneficio alla salute pubblica, giacché gli
studenti risiedono a pochi metri di distanza dalle aule. I
semi-convittori e le semi-convittrici, invece, frequenteranno a
distanza la scuola secondaria di secondo grado.

Scuola
in ospedale e istruzione domiciliare

Vanno
preservate le realtà relative alla scuola in ospedale e i progetti
di istruzione domiciliare, per i quali è auspicabile il
proseguimento della didattica in presenza ove sia possibile
garantirla, nello stretto rapporto con i medici e con le famiglie che
caratterizza questa esperienza.

Scuole
in carcere

Per
le attività presso le scuole con sedi carcerarie, in particolare con
riferimento alle sezioni minorili, va garantito il diritto
all’istruzione, secondo le modalità da concordare con i direttori
degli istituti penitenziari, tenendo conto della peculiarità
dell’utenza e del più generale compito rieducativo affidato dal
nostro ordinamento all’istituzione carceraria.

Istruzione
degli adulti

In
merito all’istruzione degli adulti, realizzata attraverso i Centri
provinciali di istruzione, l’offerta formativa rientra
nell’istruzione del primo ciclo e come tale ne segue le prescrizioni.
I percorsi formativi che vi si possono seguire prevedono già da
ordinamento la possibilità per i corsisti di fruire a distanza di un
20% del monte ore didattico, disposizione quanto mai da utilizzare in
questo periodo di emergenza e che può essere implementata, tenendo
conto delle particolari situazioni dell’utenza.

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