SPAZI UMANITARI

EDITORIALE [Novembre 2015] – Prof G. Dursi Hic

Guerre civili, operazioni di peacekeeping, campi di rifugiati e migranti: luoghi dove vivono e muoiono milioni di persone. Nella dimensione globale dell’esistenza umana del XXI secolo le persone ‘in esubero’, le vite di scarto, sono possibili esiti di processi sociali, economicamente e politicamente orientati, che producono incertezza e paura, quindi bisogno di sicurezza.

Il fanatismo religioso sembra mettere in ombra la realtà materiale dei profughi modificando il paesaggio antropologico in un inferno che tutto divora, devasta, inaridisce.

Le stragi quotidiane – a Parigi come in Siria ed altrove – diventano, nel racconto mediatico eterodiretto, icona e metafora di un’umanità che ha smarrito se stessa, dispersa nel deserto della violenza e delle relazioni spezzate, in fuga dalle città inclusive, un tempo, ora violate; diventano icona e metafora di luoghi di incontri e socialità non più espressi, icona e metafora di biografie possibili sospinte negli angusti carceri della “spietatezza”.

Ci vuole resilienza, reazione razionale e determinata per una ripresa del viaggio, rintracciando ‘tracce di cammino interetnico’, segni inequivocabili che indicano sentieri per un’etica e una prassi dell’incontro e della relazione d’aiuto nella reciprocità generatrice di polifonia culturale.

Io guardo l’altro che mi guarda attraversando frontiere e fili spinati, scalando muri di recinzione, attraversando la terra di mezzo, spazio delle possibilità, opzioni di vite mai più rassegnate ad insipidi copioni da recitare.

Apriamo nuovi spazi umanitari. Hic et nunc !

QUESTO È UNO SPAZIO LIBERO DI PROPOSTA CULTURALE E PROGETTAZIONE DELLA CONVIVENZA, A DISPOSIZIONE DELLA COMUNITÀ SCOLASTICA


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